Nel corso della serata finale del Premio Letterario Massarosa 2024, tenutasi sabato 23 novembre presso il Teatro Vittoria Manzoni, Roberta Recchia è stata proclamata vincitrice con Tutta la vita che resta, pubblicato da Einaudi.
La manifestazione, giunta a un nuovo traguardo grazie alla collaborazione tra il Comune di Massarosa e realtà culturali del territorio – tra cui la nostra Fondazione – ha visto anche quest’anno la partecipazione di un pubblico numeroso e attento. Presentata dal giornalista Claudio Sottili, la serata ha ospitato interventi istituzionali, letture e momenti musicali.
La cinquina finalista comprendeva: Tutta la vita che resta di Roberta Recchia (Einaudi), Storia aperta di Davide Orecchio (Bompiani), Invernale di Dario Levantino (Fazi), Il posto delle parole di Simona Sparaco (Solferino) e La lingua del corpo di Cristina Cassar Scalia (Einaudi).
Nel suo romanzo, Recchia affronta con sensibilità il tema del lutto e del tempo della ripresa. La protagonista, una madre colpita da una perdita improvvisa, si muove tra le macerie affettive di ciò che resta, cercando una via per continuare a vivere senza dimenticare. L’autrice adotta una prosa chiara, essenziale, che evita il sentimentalismo senza rinunciare all’emozione.
Tutta la vita che resta è un libro che parla del dolore con misura e verità, e che riesce a illuminare il quotidiano con piccole epifanie.
La giuria popolare ha premiato il romanzo per la sua profondità emotiva e per l’onestà con cui restituisce le zone grigie dell’animo umano. Un successo meritato per Roberta Recchia, che ha saputo affrontare un tema universale con una voce personale e riconoscibile.
